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Il Grinch

  • Uscita:
  • Regia: Peter Candeland, Yarrow Cheney
  • Prodotto nel: 2018 da JANET HEALY, CHRISTOPHER MELEDANDRI, SCOTT MOSIER PER ILLUMINATION ENTERTAINMENT, UNIVERSAL PICTURES
  • Distribuito da: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY
  • Tratto da: Racconto "How the Grinch Stole Christmas" del Dr. Seuss

TRAMA

Il Signor Grinch vive una vita solitaria in una grotta sul Monte Crumpet, con il suo fedele cane Max come unica compagnia. Con una grotta piena di strane invenzioni e complicati aggeggi che utilizza per le sue necessità quotidiane, il Grinch incontra ogni tanto solo i suoi vicini del paese di Who-ville, dove è costretto a recarsi quando termina le scorte di cibo. Ogni anno a Natale i Nonsochì interrompono la sua tranquilla solitudine con le loro celebrazioni sempre più fastose, più luminose e più rumorose. Quando i Whos dichiarano che festeggeranno il Natale tre volte più in grande dell'anno precedente, il Grinch si rende conto di avere solo un modo per proteggere la pace e la tranquillità: rubare il Natale. Per fare ciò, decide che si travestirà da Babbo Natale la notte della vigilia, arrivando addirittura ad intrappolare una renna apatica e disadattata per farle tirare la slitta. Nel frattempo, giù a Who-ville, una ragazzina esuberante che insieme alla sua banda di amici le studia proprio tutte per intrappolare Babbo Natale mentre fa il suo giro per consegnare i regali alla vigilia di Natale, solo per ringraziarlo per l'aiuto dato a sua madre, una donna single oberata di lavoro. A mano a mano che il Natale si avvicina tuttavia, il suo piano bonario rischia di scontrarsi con quello più scellerato del Grinch. Riuscirà Cindy-Lou Who a coronare il suo sogno di incontrare finalmente Babbo Natale? E riuscirà il Grinch a porre fine una volta per tutte al festoso chiasso degli Whos?

Dalla critica

  • Cinematografo

    Torna sul grande schermo a distanza di diciotto anni il mostriciattolo verde che detesta il Natale. Questa volta non ha più la faccia del travolgente e versatile Jim Carrey, perché è un cartone animato, ma ha comunque lo stesso ghigno perfido, vive solitario in cima a una grotta sul Monte Crumpit insieme al suo fido cane Max e ha il cuore di due taglie più piccole rispetto al normale. E’ il Grinch, il personaggio nato dalla penna del Dr. Seuss nel 1957, che sarà nuovamente protagonista al cinema nel periodo natalizio con la voce di Alessandro Gassman (nella versione inglese è doppiato dal candidato all’Oscar Benedict Cumberbatch). Diversamente dal film di Ron Howard questa nuova versione animata prodotta dalla Illumination e diretta da Scott Mosier e Yarrow Cheney approfondisce meno le motivazioni profonde per le quali questo scontroso personaggio odia le festività, ma rinnova una lezione di vita che oggi è più che mai attuale: la storia di una comunità che accoglie un diverso. Come nel grande classico per bambini tutti i dialoghi sono in rima baciata e questa è la nota positiva. Ma il racconto originale è molto breve e per allungare il brodo della storia (il film dura più di un’ora e mezza) in certi momenti la pellicola diventa piuttosto prolissa. Allo stesso tempo si perdono per strada molte potenziali risate che potevano scaturire da alcune simpatiche slapsticks comiche, spesso brutalmente troncate senza motivo.   Inoltre il personaggio più divertente, nonché il vero eroe del film, e cioè un’enorme renna di nome Fred (che ricorda vagamente il toro Ferdinando, protagonista di  Ferdinand ) scompare troppo presto dalla scena. Peccato. Poteva essere una bella occasione per riscoprire quella che è considerata la migliore opera dello scrittore statunitense per bambini Theodor Seuss Geisel noto come Dr. Seuss (tra i suoi racconti più famosi:  Il gatto col cappello  e  Prosciutto e uova verdi ), adattandola meglio a un pubblico di bambini visto che è un film d’animazione, e invece alla fine si rimpiange il meraviglioso e spaventoso ghigno di Jim Carrey.

  • Il Messaggero

    Torna il Grinch, creatura frustrata verde come la bile nata dalla penna del Doctor Seuss nel 1957, sia sotto forma di parole che disegni. (...) È un Grinch meno horror e più giovanile rispetto a quello di Jim Carrey della versione live action dell'ormai lontano 2000. Somiglia sempre a un incrocio tra lo yeti e Paolino Paperino (da cui prende il caratteraccio) ma stavolta è più borghese (vive in un castello anche elegante) e più eccentrico (canta la stessa canzone di Bridget Jones, 'All by myself', quando si sente solo) che mostruoso, con tanto di mondana sciarpetta colorata. In originale è un mellifluo Benedict Cumberbatch mentre per noi gli dà voce un ispirato Alessandro Gassmann. Non è un cartoon rivoluzionario ma fa il suo lavoro con impeccabile precisione rifacendosi al filone di cattivi-buoni dalla stessa casa di produzione della saga Cattivissimo Me.

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